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I materassi in memory per riposare adeguatamente: la guida

I materassi in memory foam possono essere la soluzione adatta per le tue esigenza soprattutto se non riesci a riposare adeguatamente, ti svegli la mattina stanco, ti giri e ti rigiri nel letto e lamenti dolori in diverse zone del corpo. Un prodotto rivoluzionario proposto in commercio a partire dagli anni Novanta ed immediatamente capace di conquistare tutti per la sua capacità di garantire una superficie anatomica. Un recente studio di mercato condotto negli Stati Uniti, ha dimostrato come l’80% delle persone che hanno acquistato un materasso in memory foam, siano rimaste soddisfatte. Viene realizzato con materiali speciali ed è frutto di attente analisi per consentire un riposo ottimale durante le ore notturne.

Quando e come scegliere i materassi memory foam

I materassi in memory foam sanno soddisfare le tante esigenze dei clienti permettendo un riposo notturno ottimale. Questo è un aspetto essenziale nella vita di in individuo, in quanto, qualora non si riuscisse a riposare adeguatamente durante le ore notturne ci sarebbero conseguenze sul bioritmo e sulla capacità di essere brillanti e produttivi a lavoro e nelle faccende della quotidianità.

I materassi in memory foam rappresentano la soluzione ottimale per quanti soffrono di mal di schiena e di dolori articolari; questo genere di materasso, infatti, è in grado di adattarsi alla perfezione alle caratteristiche e al peso del corpo. Inoltre, è idoneo per quanti sono alla prese con la fastidiosa sensazione di eccessiva pressione su una parte del corpo. Questo fastidio viene scongiurato grazie alle sue caratteristiche costruttive che permettono di distribuire in maniera omogenea la pressione del corpo in tutte le varie zone evitando così eccessive e deleterie concentrazioni. È stato valutato, in aggiunta, quale opzione ideale nel caso in cui durante le ore notturne si ha la tendenza di muoversi con una certa frequenza oppure al proprio fianco c’è una persona che ha questa abitudine.

Il memory foam assorbe le oscillazioni provocate dal movimento del corpo che non sono più motivo di disturbo.

I principali punti di vantaggio

Acquistare un materasso in memory foam significa investire sulla salute del proprio corpo e soprattutto su un maggiore comfort durante le ore notturne. Ci sono numerosi vantaggi a cui poter accedere effettuando questo piccolo ma significativo investimento.

Innanzitutto, il memory foam ha quale principale tratto caratteristico quello di distribuire in maniera omogenea il peso su tutta la superficie anatomica per cui le sensazioni di eccessiva pressione su una parte del corpo saranno soltanto un lontano ricordo. La sua conformazione è stata studiata ed implementata per dare sollievo da alcuni dolori legati magari al mal di schiena oppure alle articolazioni.

Inoltre il materasso in memory foam è un supporto ottimale per la colonna vertebrale il che permette di contrastare soprattutto la comparsa di dolori lombari. Questo è dovuto alla capacità di adattarsi alla perfezione alle caratteristiche anatomiche del corpo. In aggiunta, va rimarcato che questa tipologia di materasso sia affidabile e duraturo nel tempo; questo prodotto assicura almeno 15 anni di ottimo riposo notturno senza la deleteria comparsa di avvallamenti e deformazioni di vario genere. Infine, i materassi in memory foam sono igienici ed ottimali soprattutto per quanti soffrono di allergie grazie ai materiali capaci di trattenere l’umidità del corpo e quindi contrastare la presenza di acari.

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Camera da Letto

Come prendere le misure del letto da una piazza e mezza

I letti da una piazza e mezza sono oggi piuttosto diffusi in molte abitazioni e hotel. Questi modelli si pongono a metà fra i letti singoli e quelli matrimoniali. I formati possono essere standard, ma molto spesso variare e in ogni caso vanno calcolati tenendo conto non solo del materasso. Ecco quello che c’è da sapere sull’argomento e come ricavare le misure giuste senza sbagliare.

Letto da una piazza e mezza misure

Molti si domandano quali sono effettivamente le misure di un letto ad una piazza e mezza. In linea generale, per quanto riguarda l’Italia, un letto viene definito ad una piazza e mezza quando presenta 120 centimetri di larghezza e un’altezza compresa fra 190 e 200 centimetri. Quest’ultimi parametri, dunque, possono variare da un’azienda costruttrice all’altra.

Diverso è il caso del Regno Unito, in cui vengono prodotti letti di tipo bunk o double bed. I primi vantano dimensioni pari a 91,4 x 190,5 centimetri. I secondi sono un po’ più ampi e misurano 137,2 x 190,5 centimetri. Negli Stati Uniti, invece, si possono acquistare letti sigle da 99,1 x 190, 5 centimetri, extra long con dimensioni di 99,1 x 203,2 centimetri oppure full che misurano 137,2 x 190,5 centimetri.

Misure del letto da una piazza e mezzo

Saper calcolare esattamente le misure del proprio letto ad una piazza e mezza è molto importante non solo per abbinare il giusto materasso, ma anche lenzuola, coperte e tutta la biancheria necessaria in base alla stagione.

Quando si prendono le misure del letto bisogna considerare il lato esterno del letto, ovvero aggiungendo alla dimensione del materasso anche quella del telaio. Attenzione anche a aggiungere eventuali elementi decorativi.

Oggi non è più necessario spendere grosse cifre per far realizzare letti ad una piazza e mezza, perché sono numerose le proposte disponibili per soddisfare ogni esigenza, anche in fatto di estetica. Non mancano anche offerte interessanti da cogliere al volo.

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Camera da Letto

Quali sono le dimensioni del letto singolo

Quando si acquista un nuovo letto singolo è molto importante sapere l’ingombro effettivo non solo per arredare l’ambiente e ottimizzare gli spazi, ma anche per abbinare il giusto materasso e la biancheria da letto più adatta. Ecco quello che c’è da sapere sull’argomento e come calcolare le dimensioni di un lettino singolo senza commettere errori.

Misure del letto singolo

Diversamente da quello che si crede ii letti singoli non sono tutti uguali, in quanto possono presentare dimensioni differenti. In commercio oggi si possono trovare letti singoli con il formato standard che vantano una larghezza da 80 centimetri e un’altezza pari a 190, 195 o 200 centimetri.

Chi non ha problemi di spazio può acquistare varianti large. Esistono infatti anche letti singoli che sono larghi 90 o 100 centimetri e la cui altezza può essere anche in questi casi pari a quella standard, cioè 190, 195 o 200 centimetri.

Insomma le misure disponibili permettono di soddisfare ogni esigenza, non solo considerando la metratura della stanza ma anche in fatto di comfort. A questo proposito una persona alta potrà trovarsi meglio con un letto lungo 200 centimetri, mentre un adolescente apprezzerà un letto lungo 190 centimetri.

Dimensioni di un letto singolo

Come visto le misure di un letto singolo non sono tutte uguali e bisogna fare attenzione durante l’acquisto per non ritrovarsi con un mobile che non soddisfa le esigenze del caso. Alcune aziende si occupano di produrre letti singoli fuori misura, per poter essere collocati in camere molto ristrette o per ragazzi particolarmente alti. In genere questi letti possono vantare un’altezza di 220 centimetri.

L’offerta dei letti singoli disponibile sul commercio è così ampia che sarà facile trovare il modello in linea con le proprie esigenze. Inoltre non mancano offerte su letti singoli di qualità e robusti proposti a prezzi davvero concorrenziali.

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Dormire

Avere sempre sonno: da cosa dipende

Ci sono particolari momenti nella vita in cui la sonnolenza non rappresenta un campanello d’allarme. Può capitare ad esempio quando si passano le notti sui libri a studiare per un esame, o quando si rimane svegli spesso per accudire un bambino appena nato. In altri casi la sonnolenza può assumere l’aspetto del classico ‘colpo di sonno’, particolarmente pericoloso alla guida, ma anche in quel caso dipende spesso dal fatto di aver guidato a lungo senza riposarsi. Quando invece la sonnolenza va interpretata come sintomo di qualcosa da approfondire? È ciò che ti indicheremo in questa guida, nella quale vedremo avere sempre sonno da cosa dipende.

Avere sempre sonno: da cosa dipende

Uno stato di sonnolenza particolarmente grave deve essere innanzitutto distinto dalla stanchezza fisiologica. Se hai fatto le classiche ‘ore piccole’ è normale che tu abbia sonno, e con un po’ di riposo puoi tornare a sentirti vigile e fresco. Quando invece la sonnolenza diventa cronica e non passa neanche con il riposo, la situazione va approfondita. Non preoccuparti subito però, perché le cause della sonnolenza possono essere davvero molteplici.

In linea generale, la sonnolenza può dipendere da:

  • stati psicologici;
  • stati fisici;
  • problemi di respirazione;
  • scompensi metabolici;
  • terapie farmacologiche.

Approfondiamo ciascuna di queste cause.

Sonnolenza: le possibili cause

In caso di dubbio, potresti sempre rivolgerti al tuo medico di fiducia che, conoscendoti, saprà di certo indagare in maniera approfondita prescrivendoti anche, all’occorrenza, delle analisi. Tuttavia, le principali cause che possono provocare sonnolenza, rientrano nello schema che abbiamo visto precedentemente.

  • Stati mentali depressi: se stai passando un periodo particolarmente stressante, sappi che la sonnolenza può rappresentare uno dei modi in cui il tuo organismo cerca di difendersi entrando in uno stato di ‘stand by’. Questo avviene in modo particolare negli stati depressivi, in cui la mente cerca di evadere portandoti ad addormentarti spesso;
  • terapie farmacologiche: questa causa si collega spesso alla precedente, e causa sonnolenza se per curare uno stato depressivo (ma anche ansioso) assumi dei farmaci che provocano (come effetti collaterali) sonnolenza e rallentamenti cognitivi. Presta particolare attenzione in questi casi perché potresti essere vittima di un colpo di sonno. È per questo che quando si assumono certi farmaci si raccomanda di non mettersi alla guida;
  • malattie: alcune malattie come il diabete possono provocare sonnolenza, ma con degli esami specifici si può arrivare ad una diagnosi certa;
  • scompensi elettrolitici: carenze di alcune sostanze all’interno dell’organismo possono dare sonnolenza. Questo avviene se non assumi abbastanza sodio ad esempio;
  • apnea notturna: una delle più frequenti cause di sonnolenza è l’apnea notturna, quello stato per cui puoi avere tanti microrisvegli di notte. Il meccanismo è il seguente: per un secondo smetti di respirare e così l’organismo si desta per prendere aria. Tu non ricordi questi episodi, perché durano davvero istanti, ma il risultato è quello di provocarti un sonno disturbato e interrotto;
  • malattie particolari: ci sono poi degli stati particolari che possono provocare come conseguenza la sonnolenza. Avviene nel caso dell’anemia, o del bruxismo (il fenomeno del digrignare i denti), o ancora della gastrite. Può capitare se hai frequenti mal di testa che non ti fanno riposare e infine nell’insufficienza renale o cardiaca.

L’importante come vedi è identificare la causa.

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Rimedi naturali

Favole per dormire: perché sono importanti per i bambini

Non c’è bambino che, al momento di andare a dormire, non chieda ai suoi genitori di leggere una favola. Non si tratta solo di un capriccio però, bensì di un rito che si perde nella notte dei tempi e che, dal punto di vista psicologico, ha una funzione molto importante. In questa guida vedremo quindi cosa rappresentano le favole per dormire.

Favole per dormire: l’importanza del rapporto con i genitori

La prima finalità del raccontare storie per dormire è quella di instaurare un rapporto di intimità tra il piccino e i suoi genitori. Tra l’altro il rapporto che il bambino ha con la mamma è diverso da quello che instaura con il padre. Poniamo il caso che un bambino, soprattutto se molto piccolo, stia con la mamma per la maggior parte del giorno. Quando il padre rincasa, alla sera, potrebbe sfruttare proprio il rituale della favola per far sentire a suo figlio la propria presenza. Anzi, il bambino potrebbe attendere con gioia quel momento magico in cui il padre, dopo una giornata di lavoro, si mette nel letto con lui per raccontargli una favola della buona notte. Si tratta di un momento importante che non va mai disatteso, perché altrimenti il piccino potrebbe sentirsi privato di un momento tutto suo.

Favole della buona notte: l’esempio è il miglior insegnamento

Un’altra funzione molto importante delle favole della buona notte è quella dell’insegnamento. Si deve sempre ricordare che il bambino impara attraverso quello che gli viene detto, e la storia in questo caso non fa eccezione, anche si tratta di una storia di fantasia. Per il bambino non conta se un principe azzurro esista o meno: ciò che conta è che lui si identifica con quel personaggio, e valuta le sue imprese come se fossero reali. Ecco perché i bambini sono tanto spaventati dalle storie in cui ci sono le streghe o gli orchi, perché temono che quelle creature possano davvero compiere le imprese malvagie di cui si parla nel libro.

Da questo principio psicologico derivano alcune regole importanti da seguire quando si sceglie la favola per un bambino:

  • come prima cosa la favola va scelta in base all’età del bambino. Bambini troppo piccoli non comprendono il senso di una metafora ad esempio, e potrebbero voler emulare un personaggio che vola credendo di poterlo fare loro stessi;
  • le favole devono avere sempre un lieto fine, per non creare ansie non elaborate nel bambino;
  • il messaggio generale della favola deve essere sempre positivo. In questo modo il bambino comincerà a capire come si deve comportare se vuole che le cose finiscano bene;
  • il genitore deve essere sempre presente. Può sembrare questa una precisazione inutile, ma invece è importante da sottolineare. Non è tanto la favola di per sé che è importante, quanto la mediazione che ne fa un adulto. Il genitore deve essere sempre presente per rispondere alle domande che il figlio pone. Deve poter spiegare dei concetti poco chiari e deve commentare con il bambino la storia stessa. Solo così questo momento sarà davvero uno spazio didattico e formativo importante dal punto di vista psicologico.

L’importanza dei suoni per dormire

Un’ultima cosa che viene sottovalutata è l’importanza della voce del genitore che legge una favola. Il bambino viene letteralmente cullato dalla voce della mamma che legge, perché è un suono che conosce bene e lo tranquillizza. Le storie vanno raccontate a voce bassa e lentamente, affinché il passaggio dalla veglia al sonno sia per il piccino un momento rassicurante e privo di stimoli.

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Camera da Letto

Misura di un letto matrimoniale: come trovare quella giusta

Scegliere un letto matrimoniale può sembrare qualcosa di poco conto, ma si rivela spesso fondamentale per poter riposare al meglio. Soprattutto, a mettere spesso in difficoltà, può essere
la misura di un letto matrimoniale. Ce ne sono di standard? Come si valutano per poter ordinare il materasso? È quello che vedremo in questo articolo.

Misura di un letto matrimoniale

La prima cosa da specificare è che la scelta di un letto matrimoniale, che possa mettere d’accordo entrambe le parti di una coppia, dipende da diversi parametri, di cui la misura è senza dubbio uno dei più importanti. Come regola base però, considera che la misura del letto deve coincidere con quella del materasso. Quindi il materasso deve essere uguale alla rete. Se è più piccolo, la rete non svolgerà il suo effetto ortopedico; se è più grande, la parte che eccede si deformerà.
Premesso questo, vediamo adesso come scegliere la misura giusta.

Le tipologie del letto matrimoniale: standard

Esistono fondamentalmente due tipologie di letto matrimoniale: quello a due piazze, il classico, e quello su misura.
Quale preferire?
Se non hai particolari problemi o esigenze specifiche, può andare bene il letto standard, che misura di regola 1 mt. e 90 di lunghezza e 1 mt. e 60 di larghezza. Le misure si riferiscono alla rete e alla camera da letto, per cui se al momento dell’acquisto ti viene proposto un letto standard sai di cosa si sta parlando.

Il letto su misura

Altro discorso va fatto se invece hai delle esigenze particolari, come ad esempio nel caso in cui sei più alto di 1 mt. e 90.
In questo caso potresti scegliere tra le seguenti diverse tipologie:

  • letto king size: la lunghezza arriva a due metri e la larghezza a 1 mt. e 80. Il comfort è decisamente migliore ma valuta bene le misure della camera da letto;
  • letto a 2 piazze e mezzo: un’altra tipologia speciale è quella a 2 piazze e mezzo. È molto gettonata tra chi ha dei figli che dormono nel ‘lettone’, o da chi è molto alto o ha un peso particolarmente importante.

Come vedi, puoi scegliere.

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Rimedi naturali

Temperatura ideale per dormire: cosa influisce

Ti capita mai di faticare a prendere sonno o di svegliarti ripetutamente nel corso della notte? Magari ti chiedi se la sera hai mangiato troppo, o se hai particolari pensieri che ti assillano e che ti impediscono di riposare. E se la causa invece fosse la temperatura della stanza? Sapevi che esiste una temperatura ideale per dormire? Te lo spieghiamo in questa utile guida, nella quale vedremo quali strategie impiegare per riposare al meglio.

Temperatura ideale per dormire: un fattore poco considerato

Tra le cause che comportano una cattiva qualità del sonno, la temperatura è quella forse meno considerata. Istintivamente potresti non dargli la giusta importanza infatti, e invece sappi che i gradi influiscono in maniera decisiva sulla qualità del tuo riposo.

Quando si parla di temperatura però ci si riferisce in maniera specifica alla temperatura presente nella camera da letto (o nell’ambiente in cui si dorme). Poco importa se fuori fa freddo o fa caldo, ciò che importa sono i gradi che si stabiliscono all’interno della camera. E qui si arriva diritti ai due errori classici che si commettono pensando di fare bene e che vedremo nel prossimo paragrafo.

La temperatura ideale: né calda né fredda

Uno degli errori che maggiormente si commettono quando si prepara un ambiente per dormire, è quello di credere che la temperatura interna debba essere molto diversa da quella esterna, e soprattutto che vada modificata d’inverno rispetto all’estate.

L’esempio classico è il seguente: in una torrida notte estiva si potrà credere che portare la temperatura interna di una stanza sotto i 18 gradi posso giovare. Allo stesso modo, se fuori fa molto freddo perché è inverno, si potrebbe credere che alzare la temperatura fino ai 25 gradi possa far riposare meglio.

Niente di più sbagliato, perché la temperatura di una stanza dovrebbe rimanere sempre costante, stabilizzata sui 18-20 gradi sia in inverno che in estate. In questo modo d’estate sarà comunque più fresca, e d’inverno più calda.

Il motivo è fisiologico, e dipende dal fatto che l’essere umano non è un organismo a sangue freddo. Per questo la sua temperatura corporea rimane stabile, e così dovrebbe fare anche quella di una stanza.

Altri suggerimenti per preparare la stanza

Detto questo, ci sono degli accorgimenti che rendono una camera da letto il luogo ideale per dormire.
Vediamoli:

  • se d’estate fa davvero troppo caldo, va bene usare il ventilatore, a patto che non lo si direzioni contro il corpo;
  • meglio ancora sarebbe usare un deumidificatore: questo elettrodomestico non si limita a raffreddare l’aria come fa un condizionatore, o a muoverla come fa un ventilatore, ma estrae dall’ambiente l’umidità in eccesso. È proprio l’umidità che fa percepire il caldo, perché rende la pelle appiccicosa e l’aria stessa più densa. Non esagerare però, altrimenti si rischia di seccare troppo l’ambiente;
  • può essere utile l’uso di diffusori caricati con essenze rilassanti. Particolarmente indicata è la lavanda, che svolge un’azione rilassante sulla mente e predispone al sonno;
  • aerare bene le stanze prima di andare a dormire è molto importante, per eliminare dall’ambiente i cattivi odori e l’anidride carbonica che può essersi accumulata;
  • bene anche l’uso di suoni rilassanti come il rumore dell’acqua o di suoni della foresta;
  • infine, può essere utile tenere a portata di mano tutto quello che serve per una notte a prova di insonnia, come una buona tisana rilassante.

Importante poi è non fare attività stimolanti prima di andare a dormire.